domenica 27 aprile 2008

Primi stralci, giusto per capire.

"Un'Isola"

Forse non l'Isola per eccellenza, chè forse ci portiamo silenziosa dentro, ma la comune proiezione di tanti visioni diverse fuse in una sola: questa, passati tanti mesi poteva essere l'intenzione di Rodolfo Arcanà, e ancora di più di Patrizia.

Quell'isola, giova dirlo, esiste. Esiste nella costruzione di libertà e di affinamento tecnico ed espressivo di ognuno di noi. Un'isola di maieutica in mezzo al mondo vero, alle bollette e al frigo vuoto. Un modo di risollevarsi lo spirito per scrivere, nel modo più personale, chi si è, dove si sta andando, per ottenere forse il traguardo più importante: essere capiti, accettati, da mond iestranei, lontani dal nostro.

E allora, confesso di capire solo adesso cosa significa essere in Scripta, o dirsi Scriptiano. E' una tensione al miglioramento, verso un equilibrio nuovo, ma sempre ascoltando tutti, gli eretici che frustano, i riottosi che scalciano, i saggi che scuotono.

Vi prego, non gettiamo via tutta questa libertà solo per un'incurabile Sindrome Di Crono..Che a chi non sa creare lascia la sola libertà di distruggere.


"Taifun"

Incominciò così.

Poche righe scritte immaginando piccoli mondi altri. Poi non ricordo più, una nube di polvere e sangue.

Voci, strepiti, urla, e infine un sonno simile alla morte. Intanto tra le rovine ci si agitava, increduli che fosse successo l'imprevedibile

Ma l'Isola riusci a piegare la calamità, anche se tante palme erano state sradicate e distese tra il mare e la sabbia, insieme al loro carico di frutti. Carapaci di crostacei e conchiglie senza più i loro abitanti, e sassi, e resti di animali. Quei giorni su Scripta regnava solo il silenzio.

Poi venne la nuova alba, e il sapore amaro del sonno (o del sogno) svanì.

sabato 26 aprile 2008

La rinascita dell'Isola.



Mentre la nuova Scripta (o Post Scripta come si chiamerà) è in incubazione, ho deciso di riportare in vita quella che per poco tempo è stata l'alternativa ad Atlantide.




Per lo più, il luogo dove le antiche parole troveranno riposo, una piccolo ricovero, per non perdere e per ritrovare. Pezzi di vita qua e là... ancora di salvezza di una mente troppo distratta.




Oggi, 26 aprile, ho deciso di fare qualcosa solo per me, almeno per ora, non pubblicizzato, non linkato, solo mio... ciò che poi sarà... è altro dalle mie intenzioni attuali.




Sono stanca, o come ho detto poco fa, stremata. Non soccombo, non ancora. Spesso mi chiedo da dove mi vengano tante forze per affrontare ciò che è stato e ciò che è. Non ho nemmeno voglia di amare, io che dell'amore ho fatto la mia vita. Ho voglia di solitudine, mitigata dal calore dei veri affetti, parenti, pochi, amici, ancora meno, quelli veri.




Qui ci sono io, il vero blog nato per racchiudere, o dischiudere, i pensieri, per non lasciarli fuggire, senza però incatenarli al solo io.




Qui continua e comincia.




Qui, io.






Patrizia